Coronavirus enti locali italia decreto legge

Circolare esplicativa al D.L. 18/2020 per i revisori dei conti degli enti locali

Questa Circolare non ha alcuna valenza istituzionale, né tantomeno carattere imperativo, ma ha solo l’obiettivo di fornire agli operatori del Settore Enti Locali, ed a tutti coloro che a qualsiasi titolo sono interessati da rapporti con tali enti, chiarimenti e commenti personali circa le disposizioni emanate dal Governo con il Decreto-legge N° 18/2020 “CURA ITALIA”.

Art. 103

(Sospensione dei termini nei procedimenti amministrativi ed effetti degli atti amministrativi in scadenza)

Tale disposizione normativa prevede la sospensione di tutti i termini (perentori, ordinatori, decadenziali ed endoprocedimentali) a disposizione dell’Amministrazione Pubblica nella fase di iniziativa, istruttoria e decisoria di procedimenti amministrativi (legge n. 241/1990) avviati su istanza di parte o d’ufficio nel periodo 23 febbraio 2020 e 15 aprile 2020.

Nel caso in cui l’istanza di parte manifesti una particolare urgenza, per esempio legata all’emergenza ed indispensabile per fronteggiare la stessa, gli Uffici della PA, opportunamente organizzati, devono assicurare la conclusione del procedimento mediante l’adozione di un provvedimento espresso, entro un termine ragionevole e con priorità rispetto alle altre istanze, nonché rispetto ad altri procedimenti in essere non urgenti e/o avviati d’ufficio.

Si considerano prorogati fino al 15 giugno 2020 tutti i certificati, attestati, permessi, concessioni, autorizzazioni e atti abilitativi comunque denominati, in scadenza tra il 31 gennaio e il 15 aprile 2020. Ciò significa che i documenti amministrativi appena citati continueranno ad esplicare i propri effetti ben oltre la loro scadenza originaria fissata all’atto del rilascio. Si tratta di una disposizione molto importante, in quanto molti di questi documenti, grazie alla proroga, consentiranno ai legittimi possessori di poter affrontare l’emergenza.

Sono sospesi fino al 15 aprile 2020 anche i termini dei procedimenti disciplinari del personale delle amministrazioni pubbliche, per ovvie ragioni.

Inoltre sono sospesi fino al 30 Giugno 2020 i provvedimenti di esecuzione per il rilascio degli immobili anche non abitativi

Articolo 107

(Differimento di termini amministrativo-contabili)

Iltermine di approvazione del Bilancio di previsione 2020-2022, già prorogato al 31 marzo 2020 dal Decreto del Ministero dell’Interno 13 dicembre 2019 pubblicato sulla G.U. n. 295 del 17 dicembre 2019, poi ancora prorogato di un mese dal Ministro dell’interno con il decreto 28 febbraio 2020 (GU n. 50 del 28 febbraio 2020), è stato ulteriormente prorogato al 31 maggio 2020.

Per i Comuni il termine di approvazione del Rendiconto della gestione dell’esercizio finanziario 2019, ordinariamente fissato al 30 aprile 2020, è stato prorogato al 31 maggio 2020.

Il termine ultimo per l’approvazione dello schema di Rendiconto in Giunta Comunale è fissato al 20 aprile 2020 secondo quanto previsto dall’art 239 lett. D del D. Lgs.vo 267/2000.

Nello specifico il termine di adozione dei rendiconti o dei bilanci d’esercizio relativi all’esercizio 2019 ordinariamente fissato al 30 aprile 2020, è prorogato:

  • al 30 giugno 2020 per gli enti ed organismi pubblici, diversi dalle società, destinatari delle disposizioni del d.lgs. 31 maggio 2011, n. 91. Di conseguenza, per gli enti o organismi pubblici vigilati, i cui rendiconti o bilanci di esercizio sono sottoposti ad approvazione da parte dell’amministrazione vigilante competente, il termine di approvazione dei rendiconti o dei bilanci di esercizio relativi all’esercizio 2019, ordinariamente fissato al 30 giugno 2020, è differito al 30 settembre 2020;
  • al 31 maggio 2020 per gli enti destinatari delle disposizioni del titolo primo del d.lgs. 23 giugno 2011, n. 118 (gli enti locali di cui all’art. 2 del d.lgs. 18 agosto 2000, n. 267, e i loro enti e organismi strumentali, esclusi gli enti (settore sanitario) di cui al titolo secondo del d.lgs. n. 118/2011).

Per le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano sono rinviati al 31 maggio 2020 i termini per l’approvazione del rendiconto 2019 da parte della Giunta e al 30 settembre 2020 i termini per l’approvazione definitiva del rendiconto 2019 da parte del Consiglio;

  • al 30 giugno 2020, da parte della Giunta Regionale,  i bilanci d’esercizio dell’anno 2019 degli enti di cui al comma 2 dell’art. 19 del d.lgs. 118/2011, lett. b), punto i) (ovvero le regioni per la parte del finanziamento del servizio sanitario, regionale direttamente gestito) e lett. c) (ovvero aziende sanitarie locali, aziende ospedaliere, istituti di ricovero e cura a carattere scientifico pubblici, anche se trasformati in fondazioni, aziende ospedaliere universitarie integrate con il Servizio sanitario nazionale);
  • al 31 luglio 2020, da parte della Giunta Regionale,il bilancio consolidato dell’anno 2019 del Servizio sanitario regionale;
  • al 30 giugno 2020 il termine per la determinazione da parte degli enti locali delle tariffe Tari e Tari corrispettivo (precedentemente fissato al 30 aprile 2020).

I comuni possono, in deroga all’articolo 1, commi 654 e 683, della legge 27 dicembre 2013, n. 147, approvare le tariffe della TARI e della tariffa corrispettiva adottate per l’anno 2019, anche per l’anno 2020, provvedendo entro il 31 dicembre 2020 alla determinazione ed approvazione del piano economico finanziario del servizio rifiuti (PEF) per il 2020. L’eventuale conguaglio tra i costi risultanti dal PEF per il 2020 ed i costi determinati per l’anno 2019 può essere ripartito in tre anni, a decorrere dal 2021.

  • al 30 settembre 2020 il termine per la deliberazione del Documento unico di programmazione (ordinariamente fissato al 31 luglio dall’articolo 170 comma 1 del TUOEL);
  • al 30 giugno 2020 i termini relativi alla deliberazione dello stato di deficitarietà e dissesto e degli adempimenti inerenti e conseguenti in deroga, esclusivamente per l’esercizio 2020, agli articoli 246 comma 2, 251 comma 1, 259 comma 1, 261 comma 4, 264 comma 1, 243- bis comma 5, 243-quater comma 1, 243-quater comma 2, 243-quater comma 5 del TUOEL;
  • al 30 settembre 2020 il termine per la deliberazione del bilancio di previsione stabilmente riequilibrato in deroga, esclusivamente per il 2020, all’articolo 264 comma 2 del TUEL;
  • al 31 dicembre 2020 il termine per richiedere l’anticipazione di cassa per la gestione finanziaria degli enti locali sciolti per fenomeni di infiltrazioni di tipo mafioso in deroga, esclusivamente per l’esercizio 2020, all’articolo 243-quinquies;
  • a 180 giorni i termini di scioglimento e sospensione dei consigli comunali e provinciali di cui agli artt. 141 e 143 del Testo unico degli enti locali.

Il decreto in esame dispone, inoltre, il differimento dei seguenti termini, fissati dal decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267:

  1. il termine di cui all’articolo 141, comma 7, (sospensione consigli comunali e provinciali, nonché nomina Commissario per la provvisoria amministrazione dell’Ente) è fissato in centottanta giorni;
  • il termine di cui all’articolo 143, comma 3, (il Prefetto invia al Ministro dell’interno una relazione nella quale si dà conto della eventuale sussistenza degli elementi di cui al comma 1, ovvero di collegamenti diretti o indiretti con la criminalità organizzata di tipo mafioso o similare degli amministratori, anche con riferimento al segretario comunale o provinciale, al direttore generale, ai dirigenti e ai dipendenti dell’ente locale) è fissato in centotrentacinque giorni;
  • il termine di cui all’articolo 143, comma 4, (emanazione decreto di scioglimento del Comune), è fissato in centottanta giorni;
  • il termine di cui all’articolo 143, comma 12, (durata della sospensione degli organi dalla carica ricoperta, nonché da ogni altro incarico ad essa connesso, in attesa del decreto di scioglimento) è fissato in centocinquanta giorni

Art. 109

(Utilizzo avanzi per spese correnti di urgenza a fronte dell’emergenza COVID-19)

In deroga alle modalità di utilizzo della quota libera dell’avanzo di amministrazione di cui all’articolo 42, comma 6, del decreto legislativo 23 giugno 2011, n. 118, ferme restando le priorità relative alla copertura dei debiti fuori bilancio e alla salvaguardia degli equilibri di bilancio, gli enti locali, limitatamente all’esercizio finanziario 2020, possono utilizzare:

  1. la quota libera dell’avanzo di amministrazione per il finanziamento di spese correnti connesse con l’emergenza in corso; (la quota libera dell’avanzo di amministrazione può essere utilizzata solo a seguito dell’approvazione del consuntivo 2019 – n.d.r.).
  • i proventi, anche integralmente, delle concessioni edilizie e delle sanzioni previste dal testo unico delle disposizioni legislative e regolamentari in materia edilizia, di cui al decreto del Presidente della Repubblica 6 giugno 2001, n. 380, fatta eccezione per le sanzioni di cui all’articolo 31, comma 4-bis, del TUOEL.

Art. 110

(Rinvio questionari Sose)

Questa disposizione prevede lo slittamento dagli originari 60 giorni,   dalla pubblicazione del D.M. 22.11.2019 pubblicato sulla G.U. N° 279 del 28.11.2019 (scadenza 27 gennaio 2020) a 180 giorni (26 maggio 2020), del termine di cui, relativo alla scadenza per la compilazione da parte delle Province e delle Città Metropolitane del questionario SOSE (determinazione dei fabbisogni standard) denominato FP20U e dei Comuni denominato FC50U. 

Art. 111

(Sospensione quota capitale mutui regioni a statuto ordinario)

Le regioni a statuto ordinario sospendono (come? Revocando il mandato di addebito? Oppure bisogna presentare un’apposita istanza a CC.DD.PP. ? Si attendono chiarimenti in merito – n.d.r.) il pagamento delle quote capitale, in scadenza nell’anno 2020 successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto, dei prestiti concessi dal Ministero dell’economia e finanze e dalla Cassa depositi e prestiti S.p.a.

trasferiti al Ministero dell’economia e delle finanze in attuazione dell’articolo 5, commi 1 e 3, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. Le quote capitale annuali sospese sono rimborsate nell’anno successivo a quello di conclusione di ciascun piano di ammortamento contrattuale. Si allunga il piano di ammortamento.

Il risparmio di spesa di cui al comma 1 è utilizzato, previa apposita variazione di bilancio da approvarsi dalla Giunta in via amministrativa, per le finalità di rilancio dell’economia e per il sostegno ai settori economico colpiti dall’epidemia di Covid-2019, in coerenza con le disposizioni di cui al presente decreto.

Possono essere ceduti spazi finanziari finalizzati agli investimenti alle Regioni maggiormente colpite.

Tale disposizione non può applicarsi per sospendere la restituzione delle anticipazioni di liquidità di cui al DL 35/2013 articoli 2 e 3, comma 1, lettere a) e b). 

Art. 112

(Sospensione quota capitale mutui enti locali)

A differenza di quanto disposto nell’articolo che precede, nella narrativa del presente articolo il Legislatore parla di DIFFERIMENTO del rimborso delle sole quote capitale con scadenza 2020 in data successiva all’entrata in vigore del decreto di cui si discute. (Ciò farebbe presumere che il differimento sia disposto per norma di legge senza la necessità di alcuna espressa azione da parte dell’ente interessato ? – n.d.r.).

Bisogna fare attenzione a questa norma, perché questa fa riferimento non a tutti i mutui concessi da Cassa Depositi e Presti Spa ma solo a quei mutui che sono stati trasferiti al MEF in attuazione dell’articolo 5, commi 1 e 3, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326. (Si tratta di quei mutui noti come “mutui MEF” trasferiti al Ministero dell’Economia e delle Finanze in sede di trasformazione della Cassa Depositi e Prestiti in Società per azioni). Questo warning vale anche per le regioni a statuto ordinario di cui al precedente articolo.

Tale differimento comporta l’allungamento del paino di ammortamento che dovrebbe essere rimodulato direttamente da Cassa DD.PP. e messo a disposizione degli enti.

Il risparmio di spesa di cui al comma 1 è utilizzato per il finanziamento di interventi utili a far fronte all’emergenza COVID-19. 

Attenzione: perché per poter utilizzare tale risparmio di spesa bisogna necessariamente adottare una variazione di bilancio (variazione d’urgenza, opportunamente motivata, adottata dalla Giunta con i poteri

del Consiglio e da sottoporre a quest’ultimo per la ratifica entro i sessanta giorni successivi e comunque entro il 31 dicembre dell’anno in corso, qualora a tale data non sia scaduto il predetto termine nel rispetto dell’art. 175, comma 4 del TUEL . Su tale variazione è obbligatorio il parere dell’Organo di revisione).

Forse, considerata l’emergenza, sarebbe stato molto più utile disporre, in deroga all’art. 175 comma 5-bis del TUEL, l’utilizzo di questo risparmio di spesa mediante una variazione d’urgenza adottata con Determinazione del Responsabile della spesa, o in assenza di disciplina, il responsabile finanziario, senza il parere dell’Organo di Revisione, e ratificata, semmai, nel primo Consiglio Comunale utile (n.d.r.).

Al comma 3 il Legislatore parla nuovamente di “sospensione”  e dispone che quanto stabilito al comma 1 del presente articolo non si applica alle anticipazioni di liquidità di cui all’art. 1, comma 10, del decreto-legge 8 aprile 2013, n. 35, convertito, con modificazioni, dalla legge 6 giugno 2013, n. 64, e successivi rifinanziamenti, nonché ai mutui che hanno beneficiato di differimenti di pagamento delle rate di ammortamento in scadenza nel 2020, autorizzati dalla normativa applicabile agli enti locali i cui territori sono stati colpiti da eventi sismici.

Art. 114

(Fondo per la sanificazione degli ambienti di Province, Città metropolitane e Comuni)

Il Ministero dell’Interno ha stanziato un Fondo di 70 milioni di euro da trasferire a Province, città metropolitane e comuni per il finanziamento delle spese di sanificazione e disinfezione degli uffici, degli ambienti e dei mezzi. Il fondo è destinato per 65 milioni ai comuni e per 5 milioni alle province e città metropolitane. Tale fondo è ripartito con decreto del Ministero dell’interno, di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero della salute, da adottarsi, sentita la Conferenza Stato-città ed autonomie locali, entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del decreto, tenendo conto della popolazione residente e  del numero di casi di contagio da COVID-19 accertati

Quest’ultima disposizione farebbe comprendere che tali risorse andranno solo agli enti, nei cui territori, si sono verificati casi accertati di contagio da COVID-19. Di conseguenza niente risorse per tutti quegli enti nei cui territori non si sono verificati casi accertati di contagio ma che ugualmente hanno sostenuto, senza non poche difficoltà di reperimento di risorse, spese per la sanificazione e disinfezione degli uffici, degli ambienti e dei mezzi, nonché di DPI (dispositivi di protezione individuale) da distribuire alla popolazione per cercare di prevenire e combattere il contagio.  Provo ad immaginare come saranno attribuite le risorse: applicando al fondo la percentuale determinata dal rapporto numero di contagi / popolazione residente. (n.d.r.).

Art. 115

(Straordinario polizia locale)

Esclusivamente per l’anno 2020, e limitatamente alla durata dell’efficacia delle disposizioni attuative adottate ai sensi dall’articolo 3, comma 1, del decreto-legge 23 febbraio 2020, n. 6, con DPCM 9 marzo 2020, le risorse destinate al finanziamento delle prestazioni di lavoro straordinario del personale della polizia locale dei comuni, delle province e delle città metropolitane direttamente impegnato per le esigenze conseguenti ai provvedimenti di contenimento del fenomeno epidemiologico da COVID-19, non sono soggette ai limiti del trattamento accessorio previsti dall’articolo 23, comma 2, del decreto legislativo 25 maggio 2017, n.75, fermo restando il rispetto dell’equilibrio di bilancio.

Questa è sicuramente una norma positiva in quanto svincola la spesa per lo straordinario della polizia locale dal limite previsto dall’art. 23, comma 2, del DL 75/2017, consentendo di garantire al personale, sottoposto a degli orari sfibranti ed estenuanti, il giusto riconoscimento non solo morale ma anche economico che di questi tempi sicuramente rappresenta cosa buona e giusta. Però, non so quanto questa misura possa essere compatibile con il rispetto dell’equilibrio finanziario (n.d.r.). E allora mi sorge spontanea una domanda: Ma siamo in emergenza oppure no? E se siamo in emergenza perché non si deroga a tutta una serie di vincoli imposti e consentire agli Enti ed ai propri amministratori di garantire la dovuta sicurezza ai cittadini e all’intero territorio?

Al comma 2 del medesimo articolo che si sta analizzando, il Legislatore replica con la medesima disposizione prevista per l’articolo 114: “Presso il Ministero dell’interno è istituito per l’anno 2020 un fondo con dotazione pari a 10 milioni di euro al fine di contribuire all’erogazione dei compensi per le maggiori prestazioni di lavoro straordinario di cui al comma 1 e per l’acquisto di dispositivi di protezione individuale del medesimo personale. Al riparto delle risorse del fondo di cui al presente comma si provvede con decreto del Ministero dell’interno di concerto con il Ministero dell’economia e delle finanze, sentita la Conferenza Stato città ed autonomie locali, adottato entro 30 giorni dalla data di pubblicazione del presente decreto, tenendo conto della popolazione residente e del numero di casi di contagio da COVID-19 accertati.”

Lascio a Voi le considerazioni.

Art. 125

(Proroga dei termini nel settore assicurativo e per opere di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile dei piccoli comuni)

Il termine di inizio lavori per i comuni che sono stati assegnatari dei Contributi per interventi di efficientamento energetico e sviluppo territoriale sostenibile  di cui al decreto-legge 30 aprile 2019, n. 34, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 giugno 2019, n. 58 sono prorogati di sei mesi dal termine ultimo del 15.05.2020.

WARNING: questa misura è valida solo ed esclusivamente per i Comuni con popolazione inferiore a 1000 abitanti.

In conclusione, si rende opportuno attenzionare una disposizione, emanata dal Governo con il DPCM 11 marzo 2020, che molto probabilmente viene sottovalutata, si auspica per motivate esigenze di necessità e non per negligenza o, che è peggio, per volontà, da diversi amministratori locali.

La norma cui si fa riferimento è quella prevista nel citato decreto all’articolo 1 comma 6 che fissa quale modalità di svolgimento ordinaria delle prestazioni lavorative del personale delle pubbliche amministrazioni la modalità di lavoro agile cd. “smart working”, eccezion fatta per le attività indifferibili da rendere in presenza.

Gli organi di revisione degli enti dovrebbero verificare che tale disposizione venga rispettata, appurando l’eventuale disapplicazione per comprovate esigenze. Laddove l’Organo di controllo accerti la disapplicazione di tale norma dovrebbe interessare del problema il Responsabile del personale, il Segretario Comunale ed il Sindaco sollecitandoli e diffidandoli ad ottemperare nel più breve tempo possibile. (n.d.r.)

Ha collaborato Dott. Mario Galasso – Comitato scientifico A.N.C.

coronavirus dl 18/2020

Circolare D.L. 18/2020 sul COVID-19

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TITOLO II

Misure a sostegno del lavoro

AMMORTIZZATORI SOCIALI ORDINARI ED IN DEROGA

ART. 19

CIGO (Cassa integrazione ordinaria) E FIS (Fondo integrazione salariale)

Tutti i datori di lavoro costretti a sospendere o ridurre l’attività lavorativa hanno a disposizione una procedura semplificata per le domande CIG con causale “COVID-19

Chi può presentare la domanda:

L’accesso alla CIGO è possibile per i datori di lavoro, senza alcun limite dimensionale, appartenenti ai settori indicati dall’art. 10 del D.Lgs n. 148/2015, e precisamente:

a) imprese manifatturiere, di trasporti, estrattive, di installazione di impianti, produzione e distribuzione dell’energia, acqua e gas;

b) cooperative di produzione e lavoro che svolgano attività lavorative similari a quelle degli operai delle imprese industriali, fatta eccezione delle cooperative ex DPR n. 602/1970, per le quali l’art. 1 del DPR 602/1970 non prevede la contribuzione per la CIG;

c) imprese dell’industria boschiva, forestale e del tabacco;

d) cooperative agricole, zootecniche e dei loro consorzi che esercitano attività di trasformazione, manipolazione e commercializzazione di prodotti agricoli propri per i soli dipendenti con contratto a tempo indeterminato;

e) imprese addette al noleggio e alla distribuzione dei film di sviluppo e stampa di pellicole cinematografiche;

f) imprese industriali per la frangitura delle olive per conto terzi;

g) imprese produttrici di calcestruzzo preconfezionato;

h) imprese addette agli impianti telefonici ed elettrici;

i) imprese addette all’armamento ferroviario;

l) imprese industriali degli Enti pubblici, salvo il caso in cui il capitale sia interamente di proprietà pubblica;

m) imprese industriali ed artigiane dell’edilizia e affini, (impiantistica in generale);

n) imprese industriali esercenti l’attività di escavazione e/o escavazione di materiale lapideo.

Imprese artigiane che svolgono attività di escavazione e di lavorazione di materiali lapidei, con esclusione di quelle che svolgono tale attività di lavorazione in laboratori con strutture e organizzazione distinte dalle attività di escavazione.

L’accesso al FIS (Fondo integrazione salariale) è possibile per tutti i datori di lavoro che occupano mediamente più di cinque dipendenti, appartenenti a settori, tipologie e classi dimensionali non rientranti nell’ambito di applicazione degli ammortizzatori strutturali e che non hanno costituito fondi di solidarietà bilaterali o fondi di solidarietà bilaterali alternativi sono obbligati a iscriversi al fondo di integrazione salariale gestito dall’Inps. Ai fini del raggiungimento della soglia dimensionale vengono computati anche gli apprendisti

Soggetti Beneficiari

Tutti i lavoratori in forza al 23 febbraio 2020 assunti con contratto di lavoro subordinato, (operai, impiegati e quadri, ivi compresi gli apprendisti, apprendistato professionalizzante), compreso il settore agricolo. Non si applica il minimo di 90 giornate lavorate.

Sono esclusi: Dirigenti e lavoratori a domicilio.

Causale

Sospensione o riduzione dell’attività per emergenza “COVID-19”

Durata

La durata massima concessa con causale “COVID-19” è di 9 settimane a partire dal 23 febbraio 2020, utilizzabile anche successivamente ma non oltre il mese di agosto 2020.

Procedura sindacale

Al comma 2 è prevista per i datori di lavoro che presentano la domanda la dispensa dal rispetto della procedura sindacale prevista dall’articolo 14 decreto legislativo 148/2015, fermo restando l’informazione da inviare mediante raccomandata o mail-PEC o fax a tutti i sindacati provinciali o regionali di categoria, ed eventualmente la consultazione e l’esame congiunto che devono essere svolti anche in via telematica entro tre giorni successivi a quello della comunicazione preventiva.

Termine di presentazione della domanda

Le domande devono essere presentate all’INPS utilizzando le procedure del sito, (procedure ancora non attive sul sito INPS) entro il quarto mese successivo a quello durante il quale ha avuto inizio la sospensione o riduzione dell’attività lavorativa.

Importo dell’indennità

L’importo dell’indennità è pari all’80% della retribuzione lorda rispettando i massimali 2020.

Modalità di pagamento

Per la CIGO mediante anticipazione dell’azienda e conguaglio con i contributi INPS nel momento in cui arriva l’autorizzazione.

Per il FIS possibilità di pagamento diretto al dipendente da parte dell’INPS.

Art.20

Trattamento ordinario di integrazione salariale per le aziende che si trovano già in Cassa

integrazione straordinaria.

Il comma 1 prevede che le aziende che alla data di entrata in vigore del D.L. 23 febbraio 2020, n. 6, che hanno in corso un trattamento di integrazione salarialestraordinario, lo sospendono sostituendolo con trattamento di integrazione ordinario.

L’integrazione salariale straordinaria, dunque, potrà essere riattivata al termine del periodo utile di CIGO COVID-19.

Il relativo periodo di trattamento ordinario di integrazione salariale concesso con causale                              “COVID-19” non è conteggiato né ai fini dei limiti di durata complessiva dei trattamenti CIG né ai fini del limite massimo di durata CIGO, previsti dall’art. 4, commi 1 e 2, e dall’art. 12 del d.lgs. n. 148/2015 (cfr. art. 20, comma 2 D.L. 23 febbraio 2020 n. 6).

Il comma 4 dell’art. 20 del D.L. rimanda in quanto a procedure e modalità di presentazione delle domande rinvia a quanto previsto dall’art. 19 del D.L. specificate precedentemente.

Le domande sono soggette alla copertura finanziaria di cui all’art. 126 del D.L.

Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, l’INPS non prenderà in considerazione ulteriori domande.

Art. 21

Trattamento di assegno ordinario per i datori di lavoro che hanno trattamenti di assegni disolidarietà in corso

Il comma 1 prevede che le aziende che alla data di entrata in vigore del D.L. 23 febbraio 2020, n. 6, che hanno in corso un assegno di solidarietà, lo sospendono sostituendolo con un assegno di integrazione salariale.

Le domande sono soggette alla copertura finanziaria di cui all’art. 126 del D.L.

Qualora dal predetto monitoraggio emerga che è stato raggiunto anche in via prospettica il limite di spesa, l’INPS non prenderà in considerazione ulteriori domande.

Art. 22

CIGD Cassa integrazione in deroga

Per i datori di lavoro del settore privato, agricolo, pesca e terzo settore sprovvisti di tutele in materia di sospensione o riduzione orario lavorativo è previsto un trattamento straordinario di cassa integrazione salariale in deroga per l’emergenza COVID-19. Tale tutela sarà gestita da Regioni e Province autonome previo accordo con organizzazioni sindacali per i datori di lavoro con oltre 5 dipendenti. La durata prevista è quella della sospensione del rapporto di lavoro causa emergenza COVID-19 per un massimo di nove settimane a partire dal 23/02/2020 e solo per i dipendenti in forza da tale data. Sono esclusi i lavoratori domestici.

Le domande sono soggette alla copertura finanziaria di cui all’art. 126 del D.L.

Le domande vanno presentate alle Regioni o province autonome che le gestiranno in ordine cronologico e provvederanno all’invio della lista dei beneficiari all’INPS che provvederà all’istruzione della pratica e all’erogazione.

Il trattamento può essere concesso solo con pagamento diretto al dipendente da parte dell’INPS e il datore di lavoro è tenuto a fornire tutti i dati necessari per il pagamento da parte dell’INPS.

  Aventi diritto Durata Tipologia Ammortizzatore Sociale Note Pagamento
         
Commercio,Servizi, Agricolo, Pesca e tutti
i settori esclusi dagli
ordinari ammortizzatori
sociali – no lavoratori domestici
Periodo di sospensione del rapporto di lavoro causa COVID-19 – max 9 sett. – dal 23/02/2020 –  solo per i dipendenti in forza al 23/02 CIG Deroga secondo disposizioni Regioni o province autonome Accordo con organizzazioni sindacali per i datori di lavoro con oltre 5 dipendenti – Domande gestite in ordine cronologico Pagamento diretto da parte dell’INPS

Art. 23

Norme in materia di riduzione dell’orario di lavoro e di sostegno ai lavoratori

A partire dal 5 marzo 2020, in conseguenza della sospensione dei servizi educativi all’infanzia e delle attività didattiche, i genitori dipendenti del settore privato, non oggetto di obbligo di chiusura delle attività, possono usufruire per i figli con età inferiore ad anni 12, di un congedo speciale di 15 giorni, continuativo o frazionato, retribuito al 50% e coperti da contribuzione figurativa;

il congedo speciale spetta senza limiti di età per i figli con disabilità accertata iscritti a scuole di ogni ordine e grado o ospitati in centri diurni a carattere assistenziale;

lo stesso vale per i genitori iscritti in via esclusiva alla gestione separata e i lavoratori autonomi iscritti all’Inps ed è commisurata per ciascuna giornata indennizzabile al 50% della retribuzione convenzionale giornaliera stabilita annualmente dalla legge, a seconda della tipologia del lavoro autonomo svolto (circa 22,00 euro).

Gli eventuali periodi di congedo parentale fruiti ai sensi del D.lgs. 26 marzo 2001, n.51 dai genitori durante il periodo di sospensione sono convertiti nel congedo di cui al comma 1 e non computati né indennizzati a titolo di congedo parentale.

Il congedo speciale può essere usufruito solo da uno dei genitori.

Uno dei genitori con figli di età tra 12 e 16 anni, può astenersi dal lavoro senza corresponsione di indennità né riconoscimento di contribuzione figurativa, mantenendo il posto di lavoro.

Alternativamente al congedo speciale è possibile usufruire di un bonus di euro 600,00, elevato a 1.000,00 per gli operatori del settore sanitario (vedi art.25), per l’acquisto di servizi di baby-sitting da utilizzare per

l’anno 2020. Il bonus sarà erogato mediante libretto di famiglia acquistato su canale telematico INPS o tramite poste e le modalità operative sono stabilite dall’INPS. (si attendono circolari INPS in merito).

Lo stesso bonus è riconosciuto ai lavoratori autonomi (Professionisti iscritti alle casse di previdenze – non iscritti all’INPS) dopo che le stesse comunicheranno il numero dei beneficiari il tutto nei limiti di spesa.

Art. 24

Estensione durata permessi retribuiti ex art. 33, legge 5 febbraio 1992, n. 104

Sono estesi a totale 15 gg (12 gg in più rispetto agli ordinari 3 gg) i permessi retribuiti per i fruitori della L. 104/92 sia per i mesi di marzo che di aprile 2020, al personale sanitario delle aziende ed enti del SSN tale beneficio è concesso compatibilmente con le esigenze organizzative e lavorativa legate all’emergenza covid-19.

Art. 25

Congedo e indennità per i lavoratori dipendenti del settore pubblico, nonché bonus per l’acquisto di servizi di baby-sitting per i dipendenti del settore sanitario pubblico e privato accreditato, per emergenzaCOVID -19)

A decorrere dal 5 marzo e per tutta la durata della sospensione dei servizi educativi dell’infanzia  i dipendenti del settore pubblico potranno usufruire del congedo speciale e della relativa indennità di cui all’art. 23 del D. L. secondo modalità stabilite dall’amministrazione pubblica a cui appartengono.

Per i lavoratori dipendenti del settore sanitario pubblico e privato (medici infermieri tecnici di laboratorio biomedico, radiologi, OSS). il bonus baby-sitting, per i figli minori con età fino a 12 anni, è elevato ad euro 1.000,00. Questo bonus è esteso anche al comparto sicurezza, difesa, soccorso pubblico impegnato nell’emergenza COVID 19.

Per accedere al bonus il lavoratore deve presentare domanda telematica all’INPS (secondo modalità dalla stessa indicata successivamente) indicando il tipo di prestazione che intende richiedere (numero dei giorni di indennità’ ovvero l’importo del bonus che si intende utilizzare).

Art. 26

Misure urgenti per la tutela del periodo di sorveglianza attiva dei lavoratori del settore privato

Il periodo di quarantena è equiparato a malattia ai fini del trattamento economico previsto e non è computabile ai fini del periodo di comporto. Per questo periodo il medico curante redige un certificato di malattia con gli estremi del provvedimento che ha dato origine alla quarantena o alla permanenza domiciliare. Sono validi i certificati inviati prima del 17 marzo 2020.

Fino al 30 aprile per i dipendenti pubblici e privati, in possesso della L. 104/92 e i lavoratori in possesso di certificazione rilasciata da medici legali attestante malattia oncologica o immunodepressa o sottoposto a terapia salvavita, il periodo di assenza dal servizio è equiparato al ricovero ospedaliero.

Art. 27

Indennità professionisti e lavoratori con rapporto di collaborazione coordinata e continuativa

Ai liberi professionisti titolari di partita iva attiva e ai lavoratori co.co.co attivi alla data del 23 febbraio 2020 iscritti alla gestione separata e non titolari di pensione e non iscritti ad altre forme di previdenza obbligatoria è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari ad euro 600,00 che non concorre alla formazione del reddito.

La stessa sarà erogata dall’INPS previa domanda nei limiti di spesa.

Art.28

Indennità lavoratori autonomi iscritti alle Gestioni speciali dell’Ago

Ai lavoratori autonomi iscritti alle gestioni speciali dell’ago, non titolari di pensioni e non iscritti ad altre forme previdenziali obbligatorie, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari ad euro 600,00 che non concorre alla formazione del reddito. L’indennità sarà erogata dall’INPS previa domanda nei limiti di spesa.

Art. 29

Indennità lavoratori stagionali del turismo e degli stabilimenti termali

Ai lavoratori dipendenti stagionali del settore turismo e degli stabilimenti termali che hanno cessato involontariamente il rapporto di lavoro nel periodo compreso tra  il 01 gennaio 2019 e la data di entrata in vigore del presente decreto non titolari di pensioni e non titolari di rapporti di lavoro dipendenti è riconosciuta un indennità per il mese di marzo pari ad euro 600,00 che non

concorre alla formazione del reddito.  La stessa sarà erogata dall’INPS previa domanda nei limiti di spesa.

Art.30

Indennità lavoratori del settore agricolo

Agli operai agricoli a tempo determinato non titolari di pensioni che nel 2019 abbiano effettuato almeno 50 giornate effettive di attività di lavoro agricolo, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari ad euro 600,00 che non concorre alla formazione del reddito.  La stessa sarà erogata dall’INPS previa domanda nei limiti di spesa.

Art. 31

Incumulabilità tra indennità

Le indennità di cui agli articoli 27-28-29-30 e 38 non sono tra esse cumulabili e non sono altresì riconosciute ai percettori di reddito di cittadinanza.

Art. 32

Proroga del termine di presentazione delle domande di disoccupazione agricola nell’anno 2020

Per gli operai agricoli a tempo determinato e indeterminato e per le figure equiparate, il termine per la presentazione delle domande di disoccupazione agricola di competenza 2019 è prorogato al 1 giugno 2020

Art. 33

Proroga dei termini in materia di domande di disoccupazione NASpI e DIS-COLL

Sono aumentati da sessantotto a centoventotto giorni,i termini per la presentazione delle domande di disoccupazione naspi e dis-coll nell’anno 2020.Sono altresì ampliati di 60 giorni i termini previsti per la presentazione della domanda di incentivo all’autoimprenditorialità nonchè i termini per l’assolvimento degli obblighi informativi posti a carico del lavoratore.

Art.34

Proroga termini di decadenza in materia previdenziale e assistenziale

In considerazione dell’emergenza epidemiologica da covid-19 a decorrere dal 23 febbraio 2020 e fino al 1 giugno 2020, sono sospesi di diritto i termini di decadenza e i termini di prescrizione relativi alle prestazioni previdenziali, assistenziali e assicurative erogate dall’INPS e dall’INAIL.

Art.35

Disposizioni in materia di terzo settore

Per gli enti del terzo settore, sono prorogati i termini per l’approvazione dei bilanci al 31.10.2020.

Art. 37

Sospensione dei termini per il pagamento dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria per i lavoratori domestici)

Sono sospesi i termini relativi ai versamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria dovuti dai datori di lavoro domestico in scadenza nel periodo dal 23 febbraio 2020 al 31 maggio 2020. Non si fa luogo al rimborso dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria già versati. I pagamenti dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria, sospesi ai sensi del presente articolo, sono effettuati entro il 10 giugno 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.  I termini di prescrizione, sono sospesi per il periodo dal 23 febbraio 2020 al 30 giugno 2020 e riprendono a decorrere dalla fine del periodo di emergenza.

Art. 38

Indennità lavoratori dello spettacolo

Ai lavoratori iscritti al Fondo pensioni “Lavoratori dello spettacolo”, con almeno 30 giorni di contributi versati nell’anno 2019, con un reddito non superiore a 50.000 euro, non titolari di pensione, è riconosciuta un’indennità per il mese di marzo pari a 600 euro. L’indennità di cui al presente articolo non concorre alla formazione del reddito.

Non hanno diritto a tale indennità i lavoratori titolari di rapporto di lavoro dipendente alla data di entrata in vigore della presente disposizione.

L’indennità è erogata dall’INPS previa domanda. L’INPS provvede al monitoraggio del rispetto del limite di spesa.

ART.39

 Lavoro agile

Ai lavoratori del settore privato affetti da gravi e comprovate patologie, con ridotta capacità lavorativa, è riconosciuta la priorità nell’accoglimento delle istanze di svolgimento delle prestazioni lavorative in modalità di lavoro agile.

I datori di lavoro sono tenuti ad autorizzare le modalità di lavoro agile ai lavoratori dipendenti che abbiano nel proprio nucleo familiare una persona con disabilità ospitata in strutture per disabili chiuse in seguito alla pandemia. Qualora il familiare con disabilità sia un minore la modalità di lavoro agile non può essere rifiutata, salvo che questo non sia incompatibile con le caratteristiche dell’impresa.

Art. 42

Disposizioni INAIL

Per il periodo che va dal 23 febbraio e fino al 01 giugno 2020, sono sospesi di diritto i termini di decadenza per la richiesta delle prestazioni erogate da parte dell’INAIL; cosi come sono sospesi i termini di prescrizione per le stesse prestazioni. Nei casi in cui il lavoratore, sia per il settore pubblico che privato, dovesse risultare positivo all’infezione da coronavirus, il medico certificatore dovrà inviare telematicamente il certificato di infortunio all’INAIL, le cui prestazioni dovranno essere erogate anche per il periodo di quarantena.

Art. 43

Contributi alle imprese per la sicurezza e potenziamento dei presidi sanitari

L’Inail, attraverso INVITALIA, eroga un contributo alle imprese per investimenti finalizzati all’acquisto di dispositivi ed ogni altro strumento di protezione individuale dei dipendenti e dei luoghi di lavoro.

Art. 44

Istituzione del Fondo per il reddito di ultima istanza a favore dei lavoratori danneggiati dal virus COVID-19

Il Ministero del Lavoro e delle politiche sociali, ha istituito il “Fondo per il reddito di ultima istanza”, al fine di garantire un’indennità ai lavoratori dipendenti e ai lavoratori autonomi.

Saranno definite dal Ministro del Lavoro di concerto con il Ministro delle finanze, le linee guida per l’assegnazione dell’indennità di cui sopra, con la determinazione dei criteri di priorità, dei tempi e delle modalità di erogazione. 

Entro lo stesso termine, ma in maniera eventuale e in quota al Fondo stanziato, potrà esser prevista in via eccezionale, una somma per il sostegno del reddito dei professionisti iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatori.

Art. 46

Sospensione delle procedure di impugnazione dei licenziamenti

Dall’entrata in vigore del presente decreto, è precluso per 60 giorni, da parte del datore di lavoro la facoltà di ricorrere alle procedure di mobilità e di licenziamento collettivo (da 1 a 5 dipendenti) per imprese con dipendenti superiori a 15. Per lo stesso periodo sono sospese le liti pendenti avviate dal 23 febbraio 2020 e fino all’attuazione del presente decreto ed il datore di lavoro, a prescindere dal numero di lavoratori, non può recedere dal contratto di lavoro nemmeno per giustificato motivo oggettivo.

Art. 49

Fondo centrale di Garanzia PMI

E’ previsto per tutte le Imprese la gratuità della concessione delle garanzie di cui alla L. 662/96 per 9 mesi a partire dal 17.03.2020.  La possibilità di poter accedere alla Garanzia del Fondo non è però possibile a quelle imprese che hanno situazioni di sofferenza bancaria o sono in difficoltà secondo quanto stabilito dal Regolamento UE 651/2014. È possibile accedere al fondo di Garanzia anche per nuovo finanziamenti di durata massima di 18 mesi meno 1 giorno e per importi non superiori ad € 3.000.

Art 54

Attuazione del Fondo solidarietà mutui “prima casa”, cd. “Fondo Gasparrini”

Per un periodo di 9 mesi a partire dal 17/03/2020 si concede la possibilità ai lavoratori autonomi ed ai liberi Professionisti di beneficiare della sospensione delle rate di mutuo per l’acquisto della prima casa. Le condizioni per essere ammesso al beneficio sono: riduzione del 33% del fatturato rispetto all’ultimo trimestre 2019 dichiarato con autocertificazione. Non è richiesta attestazione ISEE

Art 56

Misure di sostegno finanziario alle micro, piccole e medie imprese colpite dall’epidemia di COVID-19

Le Microimprese e le piccole e medie imprese possono avere le seguenti misure di sostegno finanziario:

  1. le aperture di credito non possono essere revocate fino al 30/09/2020;
  2. sono prorogati al 30/09/2020 i contratti di prestito non rateali con scadenza prima del 30/09/2020;
  3. per i mutui ed i finanziamenti rateali (compreso i leasing) le rate in scadenza prima del 30/09/2020 sono sospese. Le rate sospese saranno oggetto di una dilazione senza che ciò comporti maggiori oneri.

La sospensione dovrà essere comunicata attraverso autocertificazione dell’imprenditore attraverso la quale si dichiara di aver subito una carenza di liquidità dovuta alla diffusione epidemiologica.

Art 58

Sospensione dei termini di rimborso per il fondo 394/81

Per le imprese che hanno in corso finanziamenti agevolati ai sensi della L.394/81 a sostegno dell’internazionalizzazione ed in particolare per il loro inserimento su mercati esteri, per studi di fattibilità, per programmi di investimento all’estero e assistenza tecnica collegata ad investimenti all’estero, piani di sviluppo per il miglioramento della patrimonializzazione delle PMI esportatrici, è disposta la sospensione fino a 12 mesi del pagamento della quota capitale e degli interessi in scadenza nel 2020.

Art. 60

(Rimessione in termini per i versamenti)

I versamenti in scadenza il 16 marzo sono prorogati al 20 marzo 2020.

Art. 61

Sospensione dei versamenti, ritenute, dei contributi previdenziali e assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria

Prevede la sospensione dei versamenti delle ritenute alla fonte di cui all’art. 23 e 24 del DPR 600/73, e degli adempimenti e versamenti e dei contributi previdenziale ed assistenziali e dei premi per l’assicurazione obbligatoria fino al 30 aprile dell’IVA in scadenza nel mese di marzo. Sospensione inizialmente prevista dal D. L. 9 del 02/03/2020 per le agenzie di viaggio e turismo e per i tour operator di tutto il territorio nazionale, ed ora estesa, alle attività ed a dei settori maggiormente colpiti dalla epidemia a prescindere dall’ammontare dei ricavi, così come sotto indicati e divisi in due macro categorie economiche:

  • Sono stati prorogati i versamenti al 30 giugno 2020 per i seguenti soggetti:
  1. per le federazioni sportive nazionali, enti di promozione sportiva, associazioni e società sportive, professionistiche e dilettantistiche, nonché i soggetti che gestiscono stadi, impianti sportivi, palestre, club e strutture per danza, fitness e culturismo, centri sportivi, piscine e centri notatori. Per questi soggetti la sospensione degli adempimenti è prevista sino al 31 maggio.
  • Sono stati prorogati i versamenti al 31 maggio 2020 per i seguenti soggetti:

b) soggetti che gestiscono teatri, sale da concerto, sale cinematografiche, ivi compresi i servizi di biglietteria e le attività di supporto alle rappresentazioni artistiche, nonché discoteche, sale da ballo, nightclub, sale gioco e biliardi;

c) soggetti che gestiscono ricevitorie del lotto, lotterie, scommesse, ivi compresa la gestione di macchine e apparecchi correlati;

d) soggetti che organizzano corsi, fiere ed eventi, ivi compresi quelli di carattere artistico, culturale, ludico, sportivo e religioso;

e) soggetti che gestiscono attività di ristorazione, gelaterie, pasticcerie, bar e pub;

f) soggetti che gestiscono musei, biblioteche, archivi, luoghi e monumenti storici, nonché orti botanici, giardini zoologici e riserve naturali;

g) soggetti che gestiscono asili nido e servizi di assistenza diurna per minori disabili, servizi educativi e scuole per l’infanzia, servizi didattici di primo e secondo grado, corsi di formazione professionale, scuole di vela, di navigazione, di volo, che rilasciano brevetti o patenti commerciali, scuole di guida professionale per autisti;

h) soggetti che svolgono attività di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili;

i) aziende termali di cui alla legge 24 ottobre 2000, n. 323, e centri per il benessere fisico;

l) soggetti che gestiscono parchi divertimento o parchi tematici;

m) soggetti che gestiscono stazioni di autobus, ferroviarie, metropolitane, marittime o aeroportuali;

n) soggetti che gestiscono servizi di trasporto merci e trasporto passeggeri terrestre, aereo, marittimo, fluviale, lacuale e lagunare, ivi compresa la gestione di funicolari, funivie, cabinovie, seggiovie e ski-lift;

o) soggetti che gestiscono servizi di noleggio di mezzi di trasporto terrestre, marittimo, fluviale, lacuale e lagunare;

p) soggetti che gestiscono servizi di noleggio di attrezzature sportive e ricreative ovvero di strutture e attrezzature per manifestazioni e spettacoli;

q) soggetti che svolgono attività di guida e assistenza turistica;

r) alle organizzazioni non lucrative di utilità sociale di cui all’articolo 10 ( con specifiche si fa rimando alla norma).

( vedi risoluzione AGE 12/E del 18/03/2020).

N.B. Non rientrano nel differimento dei termini le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro autonomo e il versamento della tassa di vidimazione libri sociali

Art.62

Sospensione dei termini degli adempimenti e dei versamenti fiscali e contributivi e Rinvio adempimenti fiscali.

Prevede, la sospensione, per i soggetti esercenti attività di impresa arte o professione, degli adempimenti tributari diversi dai versamenti e dall’effettuazione delle ritenute alla fonte e dell’addizionale regionale e comunale, dal periodo che va dall’ 8 marzo al 31 maggio 2020. 

 Pertanto, sono stati rinviati al 30 giugno 2020i seguenti adempimenti fiscali:

ADEMPIMENTI SOSPESI SCADENZE tra l’8/03/2020 ed il 31/05/2020     VECCHIE             NUOVE   Dichiarazione IVA 2020 (anno d’imposta 2019) Comunicazioni Li.PE 1Trim. 2020                                                        30/04/2020                          31/05/2020   Mod. TR del 1° trimestre 2020 30/04/2020 Esterometro di gennaio, febbraio e marzo 2020 30/04/2020 Mod. INTRASTAT (mensile o trimestrale) 25 del mese/trim. success. Presentazione del Modello EAS delle associazioni 31/03/2020 o entro 60 gg        30/06/2020 Comunicazione preventiva del Bonus pubblicità 2020 31/03/2020 Mod. CUPE (Certificazione Utili) 31/03/2020 Variazione dati Iva entro 30 gg Istanza Caro gasolio 1° trimestre 2020 30/04/2020 Mod. SSP delle strutture sanitarie private 30/04/2020

Nota: il differimento opera anche in presenza di termine variabile; così, una associazione che si sia affiliata una federazione il 2/03/2020 dovrà presentare il mod. EAS non più entro il 1/05/2020, ma entro il termine differito del 30/06/2020.

Fanno eccezione l’invio telematico delle Certificazioni Uniche, comunicazione interessi passivi, comunicazione premi assicurativi, contributi previdenziali ed assistenziali, contributi di previdenza complementare, contributi sanitari senza sostituto, comunicazioni spese veterinarie, spese sanitarie rimborsate, spese di ristrutturazione e risparmio energetico, per i quali la data di scadenza è stata fissata per il 31 marzo 2020.

Per quanto riguarda i versamenti, invece, per sostenere i titolari di partita IVA di minori dimensioni, individuati in base ai ricavi e compensi non superiori a 2 milioni di euro nel periodo di imposta precedente. Viene data la possibilità di non procedere ai versamenti, in scadenza nel mese di marzo (periodo compreso 8 marzo – 31 marzo), relativi alle ritenute alla fonte sui redditi di lavoro dipendente e assimilato, alle trattenute delle addizionali regionale e comunale, dell’imposta sul valore aggiunto, contributi previdenziali ed assistenziali. Detta misura viene estesa a tutti a prescindere dal settore di attività.

Bisogna evidenziare, che non va fatto riferimento al volume di ricavi se l’attività ha domicilio fiscale, sede legale o sede operativa nelle provincie di Bergamo Cremona, Lodi e Piacenza.

I versamenti non effettuati per il mese di marzo, senza applicazione delle sanzioni ed interessi, dovranno essere effettuati entro il 31/05/2020 in un’unica soluzione o fino ad un massimo di 5 rate mensili a decorrere dal mese di maggio 2020.    

N.B. Non rientrano nel differimento dei termini le ritenute alla fonte sui redditi di lavoro autonomo e il versamento della tassa di vidimazione libri sociali

  • Sospensione dell’applicazione della ritenuta di acconto e relativo versamento

Per i soggetti che hanno il domicilio fiscale, la sede legale o la sede operativa nel territorio dello Stato con ricavi o compensi non superiori a euro 400.000 nel periodo di imposta precedente a quello in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto-legge, i ricavi e i compensi percepiti nel periodo compreso tra la data di entrata in vigore del presente decreto-legge e il 31 marzo 2020 non sono assoggettati alle ritenute d’acconto di cui agli articoli 25 e 25-bis del decreto del Presidente della Repubblica 29 settembre 1973, n. 600, da parte del sostituto d’imposta, a condizione che nel mese precedente non abbiano sostenuto spese per prestazioni di lavoro dipendente o assimilato. I contribuenti, che si avvalgono della presente opzione, rilasciano un’apposita dichiarazione dalla quale risulti che i ricavi e compensi non sono soggetti a ritenuta ai sensi della presente disposizione e provvedono a versare l’ammontare delle ritenute d’acconto non operate dal sostituto in un’unica soluzione entro il 31 maggio 2020 o mediante rateizzazione fino a un massimo di 5 rate mensili di pari importo a decorrere dal mese di maggio 2020, senza applicazione di sanzioni e interessi.

Art. 63

Premio per i lavoratori dipendenti

Per il mese di marzo è riconosciuto un premio di € 100,00 ai lavoratori dipendenti che non possono beneficiare dello c.d. “smart-working” o che operano negli esercizi commerciali non soggetti a chiusura, da calcolare in proporzione al numero dei giorni di lavoro svolto.

Il premio è riconosciuto in via automatica dal datore di lavoro a decorrere dal mese di aprile2020 e non concorre alla formazione del redditodi lavoro dipendente.

Il sostituto d’imposta recupererà tale anticipazione in compensazione.

Art. 64

Credito d’imposta per le spese di sanificazione degli ambienti di lavoro

Per incentivare la sanificazione degli ambienti di lavoro, per i soggetti esercenti attività d’impresa, arte o professione, è riconosciuto per il periodo d’imposta 2020, un credito d’imposta nella misura del 50 per cento delle spese di sanificazione degli ambienti e degli strumenti di lavoro, sostenute e documentate fino ad un massimo di 20.000 euro per ciascun beneficiario, nel limite complessivo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020. Le modalità operative per usufruire del credito d’imposta saranno regolate da un successivo decreto.

Art. 65

Credito d’imposta contratti di locazione

È riconosciuto, a favore degli esercenti attività d’impresa, un credito d’imposta pari al 60% dell’ammontare del canone di locazione, relativo al mese di marzo 2020, di immobili rientranti nella categoria catastale C/1. Il credito d’imposta è riconosciuto fino all’esaurimento dell’importo massimo di 50 milioni di euro per l’anno 2020.

La misura non si applica alle attività essenziali che per legge sono aperte (farmacie, supermercati etc.)

Art. 66

Incentivi fiscali per erogazioni liberali in denaro e in natura a sostegno delle misure di contrasto

dell’emergenza epidemiologica da COVID-19

Le erogazioni liberali in denaro e in natura, effettuate nell’anno 2020 dalle persone fisiche e dagli enti non commerciali, in favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di fondazioni e associazioni legalmente riconosciute senza scopo di lucro, finalizzate a finanziare gli interventi in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 spetta una detrazione dall’imposta lorda ai fini dell’imposta sul reddito pari al 30%, per un importo non superiore a 30.000 euro.

Tutte le erogazioni in denaro ed in natura effettuate dalle società e da tutti i soggetti IRES, sono interamente deducibili dall’ IRES e dall’IRAP nell’esercizio di competenza.

Art. 67

Sospensione dei termini relativi all’attività degli uffici degli enti impositori

Sono sospese fino al 31 maggio 2020 le attività di accertamento da parte degli uffici, mentre le attività di liquidazione non saranno oggetto di tale sospensione “cd Avvisi bonari”.

Art. 68

Sospensione dei termini di versamento dei carichi affidati all’agente della riscossione

Sono sospesi i termini dei versamenti scadenti dal 08.03.2020 al 31.05.2020 relativi a:

  • Cartelle di pagamento emesse dagli agenti della riscossione;
  • Piano rateizzo cartelle di pagamento;
  • Avvisi di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle entrate;
  • Avvisi di addebito emessi dagli enti previdenziali;
  • Atti di accertamento esecutivi emessi dall’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli,
  • ingiunzioni e atti esecutivi emessi dagli enti locali.

I versamenti dovranno essere effettuati in un’unica soluzione entro il 30.06.2020

  • la rata della “rottamazione ter” scaduta il 28 febbraio 2020;
  • la rata del “saldo e stralcio” in scadenza il 31 marzo.

I versamenti dovranno essere effettuati entro il 31.05.2020:

Art. 69

Proroga versamenti nel settore dei giochi

I versamenti del Prelievo Erariale Unico sugli apparecchi da intrattenimento sono prorogati al 29 maggio 2020.

Art. 71

Menzione per la rinuncia alle sospensioni

I contribuenti che decidono di non avvalersi di una o più tra le sospensioni di versamenti previste dal titolo IV e dall’art. 36, possono chiedere che della circostanza sia data comunicazione al Ministero dell’economia e delle finanze al fine di ritrarre il conseguente vantaggio in termini di immagine nei confronti dell’opinione pubblica.

Art. 106

Norme in materia di svolgimento delle assemblee di società

1. In deroga a quanto previsto dagli articoli 2364, secondo comma, e 2478-bis, del codice civile o alle diverse disposizioni statutarie, l’assemblea ordinaria è convocata entro centottanta giorni dalla chiusura dell’esercizio.

2. Con l’avviso di convocazione delle assemblee ordinarie o straordinarie le società per azioni, le società in accomandita per azioni, le società a responsabilità limitata, e le società cooperative e le mutue assicuratrici possono prevedere, anche in deroga alle diverse disposizioni statutarie, l’espressione del voto in via elettronica o per corrispondenza e l’intervento all’assemblea mediante mezzi di telecomunicazione; le predette società possono altresì prevedere che l’assemblea si svolga, anche esclusivamente, mediante mezzi di telecomunicazione che garantiscano l’identificazione dei partecipanti, la loro partecipazione e l’esercizio del diritto di voto, ai sensi e per gli effetti di cui agli articoli 2370, quarto comma, 2479-bis, quarto comma, e 2538, sesto comma, codice civile senza in ogni caso la necessità che si trovino nel medesimo luogo, ove previsti, il presidente, il segretario o il notaio.

3. Le società a responsabilità limitata possono, inoltre, consentire, anche in deroga a quanto previsto dall’articolo 2479, quarto comma, del codice civile e alle diverse disposizioni statutarie, che l’espressione del voto avvenga mediante consultazione scritta o per consenso espresso per iscritto.

Hanno collaborato alla stesura: Cavaliere Domenico – Ceriello Giorgio – Del Giudice Marco – Di Costanzo Luigi – Di Gioia Giuseppe – Duraccio Elisa – Errichiello Pasquale – Ferraro Giuseppe – Giustezza Agnese – Iorio Martina – Molisso Domenico – Moltelo Antonio – Perugino Domenico – Penza Paolo – Pietropaolo Gerardo  – Scognamiglio Consiglia – Tammaro Rosalia.

giovani campani lavoro

Nuove opportunità di lavoro per i giovani Campani

La Regione Campania ha approvato l’avviso MISURA 5 “Tirocini Extracurriculari” – Garanzia Giovani II FASE che prevede la possibilità per i datori di lavoro di manifestare la propria disponibilità ad ospitare tirocinanti.
I tirocini oggetto del presente avviso avranno una durata massima di 6 mesi estesa a 12 mesi per i soggetti destinatari disabili di cui all’articolo l, comma l, della legge n. 68/99 e delle persone svantaggiate ai sensi della legge n. 381/91, e prevedono un’indennità minima di € 500,00.
La soglia massima dell’indennità mensile a carico della Regione Campania  è di € 300,00, i restanti € 200,00 minimi, mensili, spettanti al tirocinante, sono erogati dall’azienda ospitante.
La misura  prevede  di favorire l’inserimento nel mondo del lavoro di giovani disoccupati o inoccupati  attraverso lo strumento dei tirocini rivolti ai giovani dai 16 ai 35 anni.

                                   BENEFICIARI DELLA MISURA

 I beneficiari sono i datori di lavoro pubblici o privati e i tirocini da attivare variano in  in base al numero di dipendenti:

a) nr. 1 tirocinante per imprese senza dipendenti o con non più di 5 dipendenti;

b) nr. 2 tirocinanti per le imprese con numero di dipendenti compreso tra 6 e 10;

c) nr. 3 e tirocinanti per le imprese con numero di dipendenti compreso tra 11 e 15;

d) nr. 4 tirocinanti per le imprese con numero di dipendenti compreso tra 16 e 20;

e) 20% per cento del numero complessivo di dipendenti per le imprese con più di 20 dipendenti.

                                                                                         DESTINATARI

I tirocini sono destinati esclusivamente:

 ai giovani Neet di età compresa tra i 16 e i 29 anni, non iscritti a scuola né all’Università, che non lavorano e non seguono corsi di formazione o aggiornamento professionale;

 ai giovani anche non Neet di età compresa tra i 16 a 35 anni (34 anni e 364 giorni)  che siano disoccupati e residenti nelle Regioni meno sviluppate e in transizione beneficiarie;

                                                           ESCLUSIONI DALLA MISURA

Giovani che abbiano già svolto un tirocinio formativo, anche non finanziato con fondi pubblici, presso il medesimo soggetto ospitante.

 Giovani che abbiano avuto un rapporto di lavoro, una collaborazione o un incarico (prestazione di servizi) con il medesimo soggetto ospitante negli ultimi 2 anni precedenti l’attivazione del tirocinio.

Abbiano con il titolare dell’impresa vincoli di parentela entro il terzo grado e affini.

 AMMONTARE DEL CONTRIBUTO PER IL TIROCINANTE E LE AZIENDE

Ai Tirocinanti spetta un’indennità minima di 500,00€ di cui 300,00 € a carico della Regione Campania e 200,00 a carico dell’azienda.

Per i disabili e le persone svantaggiate il contributo della Regione è pari a € 500,00

Il contributo sarà erogato dall’INPS a cui la Regione comunica trimestralmente il mandato di pagamento.

                                                                       DURATA

 L’indennità finanziata dalla Regione viene corrisposta per 6 mesi ed è estesa a 12 mesi per le i soggetti disabili e le persone svantaggiate.

                                                           TERMINI DI SCADENZA

E’ prevista un’apertura a sportello fino al 31 Dicembre 2020.

gas radon

Nuovo obbligo per le imprese Campane: la misurazione del Gas Radon

Il Radon è un gas radioattivo immesso nell’aria proveniente dal decadimento dell’uranio presente nelle rocce ed è considerato il contaminante radioattivo più pericoloso negli ambienti chiusi in quanto è la principale causa di tumore al polmone dopo il fumo. 

I tufi, i graniti e i porfidi possono emanare elevate quantità di Radon. Il Radon penetra nelle case attraverso le crepe, le fessure o punti aperti delle fondamenta. Inoltre, se i suddetti tipi di rocce sono usati come materiali da costruzione, possono emettere loro stessi Radon nell’edificio.
Le particelle radioattive emessa dal radon, quando vengono inalate, si depositano nel tessuto polmonare, danneggiando le cellule epiteliali; tale fenomeno fa incrementare notevolmente le probabilità di contrarre un tumore polmonare.

L’unico metodo sicuro per determinare la concentrazione del gas Radon all’interno della propria attività è la misurazione diretta per quanto è dimostrato che edifici adiacenti, con caratteristiche tecniche e costruttive identiche, possono presentare concentrazioni di Radon differenti.

La Regione Campania con l’approvazione della legge regionale n.13 del 08/07/2019 impone l’obbligo di misurare la concentrazione di gas Radon in tutte le attività a piano terra accessibili al pubblico

Al termine della misura annuale è obbligatoria la trasmissione dei risultati al Comune e all’ARPAC.

La mancata attuazione comporta la sospensione della certificazione di agibilità del locale e consequenzialmente la chiusura dell’esercizio commerciale.

Il livello limite di riferimento per concentrazione di attività di gas radon in ambiente chiuso non può superare 300 Bq/mcper gli edifici già esistenti mente per gli edifici di nuova costruzione non può superare i 200 Bq/mcper.

La misura deve essere determinata come valore medio ponderale di concentrazione su un periodo annuale suddiviso in due semestri primaverile-estivo e autunnale-invernale.

Nel caso in cui, all’esito delle misurazioni, il livello di concentrazione dovesse risultare superiore i limiti fissati, il proprietario dell’immobile presenta al Comune interessato, entro e non oltre sessanta giorni, un piano di risanamento.

Il piano di risanamento è approvato dal Comune entro e non oltre sessanta giorni dalla sua presentazione, previa richiesta di esame e parere alla ASL competente.

Terminati i lavori previsti dal piano di risanamento, il proprietario dell’immobile effettua le nuove misurazioni di concentrazione di attività di gas radon su base annuale suddivisa in due distinti semestri (primavera-estate e autunno-inverno), trasmettendo nuovamente i risultati al Comune

Entro il 16.01.2021 ogni attività è obbligata ad inviare al Comune e all’ARPAC le misurazioni annuali effettuate.

In caso di mancata trasmissione delle misurazioni effettuate il Comune provvede con un’ordinanza ad intimare la trasmissione delle misurazioni effettuate entro e non oltre trenta giorni successivamente provvede alla sospensione del certificato di agibilità.

nuovi obblighi per srl negli organi di controllo e revisione

Nuovi limiti nella nomina obbligatoria dell’organo di controllo o del revisore di SRL

PREMESSA

La disciplina sulla nomina obbligatoria dell’organo di controllo o del revisore di srl, dettata dall’art. 2477 c.c., è stata oggetto di due recenti modifiche di segno sostanzialmente contrario.

L’ultima modifica, apportata dal DL 18.4.2019 n. 32 (c.d. “Sblocca cantieri”), convertito nella L. 14.6.2019 n. 55, ha previsto i seguenti limiti dimensionali per la nomina dell’organo di controllo o del revisore nelle Srl.

NOMINA OBBLIGATORIA DELL’ORGANO DI CONTROLLO O DEL REVISORE DI SRL

L’art. 2-bis co. 2 del DL 32/2019 convertito ha previsto  i seguenti limiti dimensionali per l’obbligo di nomina dell’organo di controllo e del revisore:

  • il totale dell’attivo dello stato patrimoniale superiore a 4 milioni di euro;
  • il totale dei  ricavi delle vendite e delle prestazioni superiore  a 4 milioni di euro;
  • i dipendenti occupati in media durante l’esercizio superiore a 20 unità.

L’art. 2477 c.c. resta immutato nella parte in cui prevede:

  • l’obbligo di nomina in caso di superamento, per due esercizi consecutivi, di almeno uno dei limiti appena indicati;
  • la cessazione dell’obbligo di nomina quando, per tre esercizi consecutivi, non è superato alcuno dei medesimi limiti.

ESERCIZI DA CONSIDERARE

Ai fini della prima applicazione delle disposizioni dettate dall’art. 2477 c.c., non essendo stato modificato l’art. 379 co. 3 ultimo periodo del DLgs. 14/2019, continua ad essere necessario fare riferimento agli esercizi 2017 e 2018.

Il DLgs. 14/2019 ha fissato in 9 mesi, dalla data della sua entrata in vigore (16.3.2019), quindi entro il 16.12.2019, il termine entro il quale le srl e le cooperative (si ricorda, infatti, che, in tali società, ai sensi dell’art. 2543 co. 1 c.c., “la nomina del collegio sindacale è obbligatoria nei casi previsti dal secondo e terzo comma dell’articolo 2477, nonché quando la società emette strumenti finanziari non partecipativi”), già costituite alla medesima data del 16.3.2019, dovranno provvedere a nominare l’organo di controllo o il revisore legale e, se necessario, ad uniformare l’at­to costitutivo e lo statuto (fino alla scadenza del termine, le previgenti disposizioni dell’atto costitu­tivo e dello statuto conservano la loro efficacia anche se non sono conformi alle inderogabili disposizioni previste).

Ciò perché si voleva che, entro il 16.12.2019, le srl fossero “pronte”, (anche) sotto il profilo della strutturazione dei controlli, a dare attuazione alle novità in materia di crisi d’impresa da appli­carsi, poi, a decorrere dal 15.8.2020.

ADEGUAMENTI STATUTARI

Si tenga presente, infine, che, a fronte delle novità sopra riepilogate, lo statuto delle srl è da uniformare solo in presenza di disposizioni sui controlli non conformi al nuovo dettato normativo, e non in presenza di clausole recanti un mero rinvio alla legge.

In particolare, le modifiche non sembrano necessarie in presenza di clausole connotate dal se­guente tenore letterale:

  • La nomina dell’organo di controllo o del revisore avviene nei casi in cui la legge renda tale nomina obbligatoria”;
  • La nomina dell’organo di con­trollo o del revisore si rende obbligatoria al superamento dei parametri previsti dall’art. 2477 c.c.”.

Diversamente, si dovrà intervenire su una clausola statutaria del seguente tipo: “La nomina dell’or­gano di controllo o del revisore è obbligatoria al superamento dei parametri di cui all’art. 2435-bis c.c. e negli altri casi previsti dall’art. 2477 c.c.”.

Esaminano il caso  in cui, nonostante il superamento dei limiti quantitativi previsti dalla legge, l’assemblea dei soci non provveda  a nominare il collegio sindacale.

Considerato che l’ordinamento societario non prevede per questa fattispecie alcuna specifica sanzione e in applicazione dei principi generali del diritto societario, sembra corretto ritenere che la prolungata omissione dell’assemblea nel nominare il collegio sindacale (obbligatorio) dia luogo ad una causa di scioglimento della società ai sensi dell’art. 2484, n. 3, c.c. (scioglimento “per l’impossibilità di funzionamento o per la continuata inattività dell’assemblea”)”.

Nello stesso senso sembra tendere anche la Massima I.D. 3 della Commissione Societaria Notariato Triveneto, che sempre con riferimento alle S.r.l. enuncia che “qualora l’organo di controllo diventi incompleto e non sia possibile ricostituirlo integralmente, per incapacità dell’assemblea o per non reperibilità di sindaci disposti ad accettare l’incarico, la società si scioglie”.

Se da un punto di vista teorico la soluzione appare piana, dal punto di vista concreto essa è più problematica in quanto è probabile che – soprattutto nelle società di più modeste dimensioni – vi sia la comune volontà dei vari organi sociali nel non costituire l’organo.

In tal caso, gli amministratori si espongono a significative responsabilità in quanto, oltre ad essere responsabili “per i danni subiti dalla società, dai soci, dai creditori sociali e dai terzi” derivanti dall’omesso o ritardato accertamento della causa di scioglimento, gli stessi subiscono una notevole limitazione al loro potere gestionale; esso sarà infatti limitato “ai soli fini della conservazione dell’integrità e del valore del patrimonio sociale”, con la conseguenza che laddove la prosecuzione dell’ordinaria gestione arrechi un danno ai soci, ai creditori sociali ed ai terzi, gli amministratori saranno personalmente e solidalmente responsabili di codesto danno.

Il secondo profilo meritevole di indagine attiene alla sorte degli atti posti in essere dagli organi sociali (assemblea, consiglio di amministrazione) in assenza del collegio sindacale tuttavia obbligatorio per legge; anche in questo caso, appare opportuno procedere in un’ottica di ricostruzione sistematica.

“Nell’ipotesi in cui una s.r.l. sia priva del collegio sindacale obbligatorio successivamente al termine concesso dall’art. 2477, comma 6, c.c. per procedere alla sua istituzione, non sarà possibile adottare con piena efficacia quelle delibere che presuppongono una qualche attività da parte di tale organo (si pensi ad una approvazione del bilancio in assenza della relazione dei sindaci o a una riduzione di capitale per perdite in assenza delle osservazioni dei medesimi). Quanto sopra vale indipendentemente dalla causa della mancata od omessa nomina: impossibilità di funzionamento dell’assemblea; volontà in tal senso dei soci, eventualmente in concorso con gli amministratori; mancata attivazione del procedimento di nomina giudiziale; irreperibilità di sindaci disposti ad accettare l’incarico; altro”.

nuova sabatini imvestimenti digitali pmi

La Nuova Sabatini: tecnologie digitali per le PMI

La misura Beni strumentali (Nuova Sabatini) è l’agevolazione messa a disposizione dal Ministero dello Sviluppo economico con l’obiettivo di facilitare l’accesso al credito delle imprese e accrescere la competitività del sistema produttivo del Paese.

La misura “Nuova Sabatini” sostiene gli investimenti per acquistare o acquisire in leasing macchinari, attrezzature, impianti, beni strumentali ad uso produttivo e hardware, nonché software e tecnologie digitali.

Tale strumento prevede, per l’acquisto di nuovi macchinari, impianti e attrezzature, la concessione di un finanziamento bancario o leasing finanziario a cui si aggiunge un contributo del 2,75 % annuo sugli investimenti ordinari e del 3,575% annuo per la realizzazione di investimenti in tecnologie digitali. Tale intervento può beneficiare della garanzia rilasciata dal Fondo di Garanzia per le piccole e medie imprese.

SOGGETTI BENEFICIARI

Possono beneficiare delle agevolazioni le MICRO e PMI operanti in tutti i settori produttivi che alla data di presentazione della domanda:

  1. hanno sede lavorativa in Italia;
  2. sono regolarmente iscritti al Registro delle Imprese;
  3. sono nel pieno e libero esercizio dei propri diritti;
  4. non sono in liquidazione volontaria o  sottoposti a procedure concorsuali;
  5. non rientrano tra i soggetti che hanno ricevuto e, successivamente, non rimborsato o depositato in un conto bloccato gli aiuti individuati quali illegali o incompatibili dalla Commissione europea;
  6. NON POSSONO BENEFICIARE delle agevolazioni le imprese operanti nei settori delle attività finanziarie e assicurative (sezione K della classificazione delle attività economiche ATECO 2007).

IMPORTO MASSIMO DEI FINANZIAMENTI CONCEDIBILI PER SINGOLA IMPRESA

Il Mise con la Circolare n. 295900 del 19.7.2019 ha recepito  le modifiche introdotte dall’art. 20 del D.L. 34/2019, che ha elevato a 4 milioni di euro l’importo massimo dei finanziamenti concedibili dalle banche e dagli intermediari finanziari, alla singola PMI beneficiaria e alla possibilità di procedere all’erogazione del contributo in favore della PMI beneficiaria in un’unica soluzione, in caso di finanziamento non superiore a 100mila euro.

PROGRAMMA DI INVESTIMENTO FINANZIABILE

I programmi di investimento possono riferirsi alle seguenti tipologie d’intervento:

  1. creazione di un nuovo stabilimento;
  2. ampliamento di uno stabilimento esistente
  3. diversificazione della produzione di uno stabilimento mediante prodotti nuovi aggiuntivi;
  4. trasformazione radicale del processo produttivo complessivo di uno stabilimento esistente;
  5. acquisizione di uno stabilimento, se sono soddisfatte le seguenti condizioni:
  6. lo stabilimento è stato chiuso o sarebbe stato chiuso se non fosse stato acquistato;
  7. gli attivi vengono acquistati da terzi che non hanno relazioni con l’acquirente;
  8. l’operazione avviene a condizioni di mercato.

Il finanziamento deve essere interamente utilizzato per l’acquisto, anche mediante LEASING FINANZIARIO, di :

  1. macchinari, impianti e attrezzature nuove di fabbrica ad uso produttivo;
  2. programmi informatici e servizi per le tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC) commisurati alle esigenze produttive e gestionali dell’impresa;
  3. software e hardware;

SPESE NON AMMISSIBILI

Non rientrano tra le spese ammissibili:

  1. acquisto di terreni e fabbricati,incluse le opere murarie;
  2. spese per la realizzazione di impianto elettrico e idraulico;
  3. beni usati;

ENTITÀ DELL’AGEVOLAZIONE

Le PMI possono accedere ad un finanziamento bancario o in leasing finanziario.

 Il finanziamento, che può essere assistito dalla garanzia del «Fondo di garanzia per le piccole e medie imprese» fino all’80% dell’ammontare del finanziamento stesso, deve essere:

  • di durata non superiore a 5 anni;
  • di importo compreso tra 20.000 euro e 4 milioni di euro;
  • interamente utilizzato per coprire gli investimenti ammissibili.

Il contributo del Ministero dello Sviluppo economico è un contributo il cui ammontare è determinato in misura pari al valore degli interessi calcolati, in via convenzionale, su un finanziamento della durata di 5 anni e di importo uguale all’investimento, ad un tasso d’interesse annuo pari al:

  • 2,75% per gli investimenti ordinari;
  • 3,575% per gli investimenti in tecnologie digitali e in sistemi di tracciamento e pesatura dei rifiuti (investimenti in tecnologie cd. «industria 4.0»).

Le agevolazioni concesse dalla Nuova Sabatini possono essere cumulate con altre agevolazioni pubbliche concesse per le medesime spese a condizione che tale cumulo non comporti il superamento delle intensità massime previste dal Regolamento comunitario di riferimento.

 In particolare, per le imprese appartenenti a settori diversi da agricoltura e pesca le agevolazioni sono cumulabili con altre agevolazioni pubbliche concesse per le medesime spese, incluse quelle concesse a titolo de minimis ai sensi del Regolamento (UE) n. 1407/2013 della Commissione, del 18 dicembre 2013, ivi compresa la garanzia del Fondo di garanzia.

PROCEDURA DI ACCESSO ALLE AGEVOLAZIONI

La PMI si deve rivolgere ad una banca, o ad un intermediario finanziario nel caso di operazioni di leasing finanziario, e presenta una richiesta di finanziamento per l’acquisto o l’acquisizione di macchinari, impianti, beni strumentali di impresa e attrezzature nuovi di fabbrica ad uso produttivo, nonché hardware, software e tecnologie digitali.

La banca/intermediario finanziario verifica la regolarità formale e la completezza della documentazione trasmessa dalla PMI, nonché la sussistenza dei requisiti di natura soggettiva relativi alla dimensione di impresa e, sulla base delle domande pervenute, trasmette al Ministero richiesta di prenotazione delle risorse relative al contributo.

La banca/intermediario finanziario, previa conferma da parte del Ministero della disponibilità, totale o parziale, delle risorse erariali da destinare al contributo, che deve avvenire entro cinque giorni lavorativi dalla ricezione della domanda, ha facoltà di concedere il finanziamento alla PMI mediante l’utilizzo della provvista costituita presso Cassa Depositi e Prestiti S.p.A., ovvero mediante diversa provvista.

La banca/intermediario finanziario che decida di concedere il finanziamento alla PMI, entro la fine del mese successivo alla ricezione della domanda, adotta la relativa delibera di finanziamento e la trasmette al Ministero entro i successivi dieci giorni, unitamente alla documentazione inviata dalla stessa PMI in fase di presentazione della domanda di accesso alle agevolazioni.

Il Ministero, entro trenta gioni,  adotta il provvedimento di concessione del contributo, con l’indicazione dell’ammontare degli investimenti ammissibili, delle agevolazioni concedibili e del relativo piano di erogazione, nonché degli obblighi e degli impegni a carico dell’impresa beneficiaria e lo trasmette alla stessa e alla relativa banca/intermediario finanziario.

La banca/intermediario finanziario si impegna a stipulare il contratto di finanziamento con la PMI entro l’ultimo giorno del mese successivo a quello di ricezione del provvedimento di concessione,  e ad erogare alla stessa il finanziamento in un’unica soluzione ovvero, nel caso di leasing finanziario, al fornitore entro trenta giorni dalla data di consegna del bene ovvero alla data di collaudo se successiva. La stipula del contratto di finanziamento può avvenire anche prima della ricezione del decreto di concessione del contributo.

La PMI, ad investimento ultimato, che deve avvenire entro e non oltre i dodici mesi dalla stipula del contratto di finanziamento pena la revoca della agevolazioni,  compila, in formato digitale ed esclusivamente attraverso l’accesso alla piattaforma, la dichiarazione attestante l’avvenuta ultimazione, nonché, previo pagamento a saldo dei beni oggetto dell’investimento, la richiesta unica (modulo RU) e la trasmette al Ministero, unitamente all’ulteriore documentazione richiesta.

Per le domande di agevolazione presentate dalle imprese alle banche e agli intermediari finanziari a decorrere dal 1° maggio 2019, aventi un importo del finanziamento deliberato non superiore a 100mila euro, l’agevolazione è erogata alla PMI beneficiaria in un’unica soluzione, con le modalità e nei termini previsti dalla vigente disciplina della misura agevolativa per l’erogazione della prima quota.

Alla domanda di agevolazione deve essere allegata la seguente documentazione:

  • nel caso in cui il modulo di domanda sia sottoscritto dal procuratore dell’impresa, copia dell’atto di procura e del documento di identità del soggetto che rilascia la procura;
  • nel caso in cui l’impresa sia associata/collegata, prospetto recante i dati per il calcolo della dimensione d’impresa, redatto utilizzando il Prospetto per il calcolo dei parametri dimensionali disponibile nella sezione «Beni strumentali (Nuova Sabatini)» del sito www.mise.gov.it;
  • nel caso in cui il contributo sia superiore a 150.000 euro, dichiarazioni sostitutive di atto notorio in merito ai dati necessari per la richiesta delle informazioni antimafia rese dai soggetti sottoposti a verifica, utilizzando i modelli disponibili nella sezione «Beni strumentali (Nuova Sabatini)»  di cui sopra.

Per le domande che non presentano i requisiti di cui all’art. 20, co. 1, lett. b), del D.L. 34/2019 e per le quali, quindi, le agevolazioni non sono erogate in un’unica soluzione, la PMI, successivamente alla trasmissione del modulo RU/RQR, effettua la richiesta di pagamento su base annuale attraverso l’accesso alla piattaforma, previa comunicazione di eventuali variazioni intercorse.

corrispettivi elettronici trasmissione agenzia delle entrate

I Corrispettivi Elettronici

Dal 1° luglio 2019 anche l’emissione degli scontrini è divenuta obbligatoriamente elettronica (Ddl fiscale 2019). Il nuovo adempimento dell’invio telematico dei corrispettivi ha interessato  tutti i  soggetti che svolgono attività di commercio al minuto ed assimilate, ovvero coloro che vendono al pubblico rilasciando lo scontrino fiscale o la ricevuta ed andrà a sostituire l’obbligo di annotazione dei corrispettivi nell’apposito registro e quello di rilascio della ricevuta o dello scontrino fiscale.

I commercianti obbligati allo scontrino elettronico (ovvero l’obbligo di memorizzazione e trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi giornalieri introdotto con il Decreto Legislativo n. 127/2015) dal 1° luglio 2019 sono tutti i commercianti al minuto, artigiani, albergatori e ristoranti con volume d’affari uguale o superiore a 400.000 euro (al 31/12/2018, emergente dal modello Iva 2019).

Per tutti gli altri soggetti passivi Iva (quindi a prescindere dalla misura del volume d’affari conseguito) l’obbligo generalizzato scatterà solo dal prossimo 1° gennaio 2020.

Quindi, come accennato, i primi che dovranno adeguarsi alla novità dotandosi, innanzitutto, di registratori di cassa (conformi alle specifiche tecniche previste dall’Agenzia delle Entrate, per garantire l’inalterabilità e la sicurezza dei dati) adatti alla memorizzazione e trasmissione telematica dei corrispettivi, sono gli operatori Iva con volume d’affari uguale o superiore a 400.000 euro che effettuano cessioni di beni o prestazioni di servizi.

I registratori telematici consentiranno di memorizzare i dati di dettaglio ed i dati di riepilogo delle operazioni effettuate a seguito della cessione\prestazione, nonché trasmetterli a cadenza giornaliera all’Agenzia delle Entrate.

Il c.d. “Decreto Crescita” (Decreto n. 34/2019 convertito in legge n.58/2019) ha previsto una moratoria sulle sanzioni per il primo semestre di vigenza dell’obbligo.

Pertanto, al fine di consentire ai soggetti che non hanno ancora la disponibilità di un Registratore Telematico di adempiere all’obbligo di trasmissione dei corrispettivi entro i più ampi termini previsti dal D.L. n. 34/2019 (ossia entro il mese successivo a quello di effettuazione dell’operazione), con Provvedimento del Direttore dell’Agenzia delle Entrate 4 luglio 2019 è stata individuata la nuova modalità di trasmissione mensile dei corrispettivi, utilizzabile nel periodo transitorio (come anticipato, primi 6 mesi di vigenza dell’obbligo).

Quindi per il primo semestre di vigenza dell’obbligo:

  • i soggetti che non hanno ancora la disponibilità di un registratore telematico alla data dell’insorgenza dell’obbligo utilizzano le nuove modalità di trasmissione dei corrispettivi (Provvedimento 4 luglio 2019) con invio da effettuare entro il mese successivo. Questo fino al 31/12/19 per i soggetti con volume di affari >400.000 euro o fino al 30/06/20 per tutti gli altri soggetti.
  • i soggetti che hanno già messo in servizio il registratore telematico possono ovviamente utilizzarlo.
  • i soggetti obbligati dal 01.07.2019 all’invio telematico devono provvedere  all’invio dei corrispettivi di Luglio 2019 entro e non oltre il 31.08.2019

Ai sensi dell’art. 2 co. 6 del DLgs. 127/2015, in caso di omessa memorizzazione o trasmissione dei dati, ovvero in caso di memorizzazione o trasmissione di dati incompleti o non veritieri, si applicano le sanzioni di cui agli artt. 6 co. 3 e 12 co. 2 del DLgs. 471/97. In particolare:

  • la sanzione pari al 100% dell’imposta corrispondente all’importo dei corrispettivi non trasmessi o non memorizzati;
  • la sospensione della licenza o dell’autorizzazione all’esercizio dell’attività, o dell’esercizio  dell’attività, per un periodo da tre giorni a un mese, qualora siano contestate quattro distinte violazioni nel corso di un quinquennio.

I clienti obbligati e non ancora attrezzati con i loro registratori di cassa possono trasmettere i corrispettivi di Luglio e dei mesi successivi accendendo, con le loro credenziali,  al portale Fatture e Corrispettivi dal sito dell’Agenzia delle Entrate.

garanzia giovani

Garanzia Giovani: ecco tutti i dettagli

La Regione Campania istituisce Garanzia Giovani che prevede uno stage in azienda per 6 mesi da parte di un giovane da 19 a 29 anni con   un’indennità di rimborso per i tirocinanti di €. 500,00 (cinquecento/00) a carico della Regione Campania.

Requisiti dell’impresa ospitante:

  • Iscrizione nel registro delle imprese;
  • Sede operativa ricadente nel territorio della Regione Campania;
  • Non aver effettuato nei 12 mesi precedenti, licenziamenti per riduzione di personale se non per giusta causa;
  • Non essere ricorsi alla Cassa Integrazione Guadagni nei 12 mesi precedenti;
  • Essere in regola con l’applicazione del CCNL;
  • Essere in regola con la normativa in materia di sicurezza del lavoro;
  • Essere in regola con le norme che disciplinano le assunzioni obbligatorie;

Numero massimo di tirocinanti

  • 1 tirocinante, per le imprese aventi da 1 a 4 dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato presso la sede operativa interessata;
  • 2 tirocinanti, per le imprese aventi da 5 a 8 dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato presso la sede operativa interessata;
  • 3 tirocinanti, per le imprese aventi da 9 a 12 dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato presso la sede operativa interessata;
  • 4 tirocinanti, per le imprese aventi da 13 a 16 dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato presso la sede operativa interessata;
  • 5 tirocinanti, per le imprese aventi da 17 a 20 dipendenti assunti con contratto a tempo indeterminato presso la sede operativa interessata;
  • per le imprese con oltre 20 dipendenti a tempo indeterminato, un numero di tirocinanti a partire da sei non superiore al 20 per cento dell’organico a tempo indeterminato;
  • Obbligo di assicurare il tirocinante con polizza antinfortunistica e di responsabilità civile verso terzi; La regione Campania riconosce un contributo per il finanziamento degli oneri assicurativi obbligatori dei tirocinanti;
  • Durata per i tirocini formativo è di 6 mesi;
  • Il tirocinio non comporta in nessun modo un rapporto di lavoro;
  • Dotarsi di un servizio di Posta Elettronica Certificata e di una Smart Card per la firma digitale;

Requisiti del destinatario

  • Disoccupati da almeno sei mesi;
  • Età compresa tra 18 e 29 anni;
  • Residenza in Italia;
  • Non essere iscritti ad alcuna scuola o università;
  • Iscritti al Centro per l’Impiego di competenza territoriale;
  • Non aver prestato attività lavorativa nell’impresa ospitante nei 12 mesi precedenti la presentazione del progetto;

Modalità di erogazione del finanziamento

L’Inps paga direttamente il tirocinante tramite accredito sul conto corrente bancario un’indennità di €. 500,00 (cinquecento/00) mensili.

Convegno Bilancio d'Esercizio

24/03/2015 – Convegno: “Le novità del bilancio di esercizio”

L’Ordine dei dottori commercialisti e degli esperti contabili di Nola e l’Associazione dei Dottori Commercialisti – Sezione di Nola hanno organizzato per il giorno 24 marzo 2015 un convegno sul tema “Le novità del bilancio di esercizio” che si svolgerà dalle ore 14.30 alle ore 18.30 presso l’Hotel dei Platani – Sala Congressi – Strada Statale 7 bis 24/28 – Nola (NA).

La partecipazione è gratuita. L’evento è inserito nel programma di F.P.C. 2015 dell’ODCEC di Nola e permetterà, ai partecipanti, di maturare i relativi crediti formativi attribuiti dal CNDCEC (4 crediti FPC per l’intera durata).


PROGRAMMA DELL’EVENTO

ore 14.30 Registrazione dei partecipanti

ore 14.45 Indirizzi di saluto ed apertura lavori

Dott. Antonio MOLTELO – Consigliere ADC Nola

Avv. Geremia BIANCARDI – Sindaco Comune Nola

Dott. Giovanni PRISCO – Presidente ODCEC Nola

Dott. Michele SAGGESE – Tesoriere ODCEC Napoli

Moderatore: Dott. Giuseppe FRANZESE – Presidente Collegio Sindacale ADC Nola

ore 15.00 Inizio lavori

Relatori:

Dott. Giuseppe CUTOLO – Docente Università degli Studi di Salerno

Dott. Mario PAPA – Direttore Generale Critica Forense Fondazione AIGA T. Bucciarelli

Dott. Nicola PISAPIA – Dirigente CCIAA di Napoli

Programma Argomenti:

  • Le novità del Bilancio di esercizio – Aspetti teorici e pratici
  • Responsabilità degli Amministratori e del Collegio Sindacale
  • La nuova nota integrativa in XBRL – Problematiche nel deposito al Registro delle imprese

Chiusura lavori ore 18.30

Al termine dei lavori è previsto un aperitivo ai colleghi partecipanti all’evento.

Segreterie organizzative

[fruitful_tabs type=”default” width=”100%” fit=”false”]
[fruitful_tab title=”ODCEC Nola”]

Via Anfiteatro Laterizio 220 – 80035 Nola (NA)

tel. 0815125403 – fax 0815126472

sito internet http://www.odcecnola.it 

e-mail odcecnola@tin.it[/fruitful_tab]
[fruitful_tab title=”ADC Nola”]

Via Giuseppe Mazzini 55 – 80038 Pomigliano d’Arco (NA)

tel. 0815225722 – fax 0810137154[/fruitful_tab]

[fruitful_tab title=”Ulteriori Informazioni…”]
[contact-form-7 404 "Not Found"][/fruitful_tab]

[/fruitful_tabs]

Fatturazione

ENTI LOCALI – La Fatturazione delle operazioni: Reverse Charge e Split Payment

REVERSE CHARGE

L’art.5 del D.M. MEF del 27 Gennaio 2015 pubblicato sulla G.U. n.27 del 03/02/2015 chiarisce che le pubbliche amministrazioni sono soggette al meccanismo dell’inversione contabile (reverse charge) solo quando effettuano acquisti di beni e servizi nell’esercizio di attività commerciali, rientranti nei servizi rilevanti ai fini IVA e, in quanto tali, soggetti agli obblighi previsti dal Dlgs. 633/1972 (tenuta dei registri obbligatori, liquidazioni periodiche, dichiarazione annuale IVA).

Sulla scorta delle disposizioni emanate sinora dalla Agenzia delle Entrate, abbiamo predisposto un elenco allegato al presente articolo dei servizi comunale rilevanti ai fini IVA.

In caso di effettuazioni di acquisti o prestazioni dei servizi in regime di reverse charge, il cedente o prestatore emette fattura senza addebito dell’imposta e con l’annotazione “inversione contabile ai sensi dell’art.17 c.5 e 6 del DPR 633/1972 e successive integrazioni” . Il dirigente responsabile integrerà tale fattura con l’indicazione della aliquota e della relativa imposta, trasmettendo il documento così completato al Servizio Finanziario che provvederà alle rispettive annotazioni nel registro IVA degli acquisti e delle vendite.

Si soggiunge che già nella fase di assunzione dell’impegno di spesa va indicato se l’operazione è soggetta o meno a tale meccanismo mentre il Servizio Contabilità effettuerà un primo controllo sulle fatture che perverranno, provvedendo a restituire al mittente tutte quelle che non rispetteranno le annotazioni richieste.

SPLIT PAYMENT

Tutti gli acquisti o prenotazioni di servizi richiesti – esclusi quelli rientranti nella tipologia del reverse charge e prestazione di servizi soggetti a ritenute alla fonte) rientrano nel meccanismo dello Split Payment nel senso che al cedente verrà rimborsato solo l’imponibile, provvedendo il Comune a trattenere l’IVA, al momento del pagamento, ed a versarla direttamente all’Erario. Anche in tal caso l’indicazione va riportata già nella determina di assunzione dell’impegno – specificando l’importo imponibile e l’IVA – e specificato nella determina di liquidazione . Sulle fatture il cedente o prestatore dovrà riportare la dicitura “Scissione dei pagamenti ai sensi dell’art.21 del DPR 633/1972” . In mancanza di tali indicazioni le fatture non potranno essere pagate.

ELENCO DEI SEVIZI COMUNALI RILEVANTI AI FINI IVA

  1. Distribuzione di acqua, gas, elettricità e vapore; servizi connessi
  2. Lavorazione e distribuzione di latte
  3. Trasporto di persone
  4. Gestione farmacie
  5. Gestione centri sportivi, d’istruzione e culturali, musei e biblioteche; servizi connessi
  6. Gestione vie pubbliche e pedaggio
  7. Servizi portuali e aeroportuali
  8. Gestione autoparcheggi
  9. Gestione mense, spacci,bar, dormitori
  10. Gestione giochi, teatri, sale di spettacolo, ecc.
  11. Essiccatoi, depositi, semenzai, vivai, mulini, forni,bagni lavatoi
  12. Mercati e fiere coperte, mostre, macelli, servizi connessi
  13. Fabbricazione e vendita ghiaccio
  14. Servizi sanitari e sociali (prestazioni sanitarie e analisi profilassi, disinfezione, disinfestazione, derattizzazione)
  15. Canili comunali
  16. Lavori di studio e ricerca
  17. Attività editoriale e tipografica
  18. Gestione lampade votive
  19. Gestione opifici, caseifici, ecc.
  20. Pesa Pubblica
  21. Gestione beni demaniali e patrimoniali
  22. Cessione prodotti agricoli, forestali e della pesca
  23. Servizi resi nell’interesse dei privati o dietro corrispettivo
  24. Alberghi, esclusi i dormitori pubblici; case di riposo e di ricovero
  25. Alberghi diurni a bagni pubblici
  26. Convitti, campeggi, case di vacanze, ostelli
  27. Colonie e soggiorni stagionali, stabilimenti termali
  28. Corsi extra-scolastici di insegnamento di arti e sport e altre discipline, fatta eccezione per quelli espressamente previsti dalla legge
  29. Giardini zoologici e botanici
  30. Impianti sportivi: piscine, campi da tennis, di pattinaggio, impianti di risalita e simili
  31. Mattatoi pubblici
  32. Mense, comprese quelle ad uso scolastico
  33. Mercati e fiere attrezzati
  34. Parcheggi custoditi e parchimetri
  35. Servizi turistici diversi : stabilimenti balneari, approdi turistici e simili
  36. Spurgo di pozzi neri
  37. Teatri ,musei, pinacoteche, gallerie, mostre e spettacoli
  38. Trasporti di carne macellate
  39. Uso di locali adibiti stabilmente ed esclusivamente a riunioni non istituzionali : auditorium, palazzi dei congressi e simili

Rag. Fabrizio Ruotolo